OROLOGIAI LOMBARDI VERSO UN SISTEMA DI RAPPRESENTANZA UNITARIO

Non se ne vedevano da tempo riunioni così partecipate. In effetti l’incontro di ieri sera  dal tema di grande appeal “Orologi e Assistenza: laboratori orologiai e dettaglianti a favore di un mercato libero e di qualità”, tenutasi in Confcommercio Milano, organizzata con la professionalità di sempre dall’Associazione Orafa Lombarda, è stata la riprova, se mai ce ne fosse stata necessità, che gli argomenti legati alla professionalità degli operatori, ai rapporti all’interno della filiera suscitano grande attrattività tra gli addetti ai lavori. Al centro del dibattito, la pluriennale difficoltà o impossibilità che dir si voglia, degli orologiai indipendenti nel reperire la ricambistica originale di alcune maison svizzere, necessaria a far fronte alle richiesta del mercato; Al di là degli interventi istituzionali numerosi, come prevedibile,  i contributi  della platea  coordinati sapientemente da Andrea Sangalli, Presidente dei dettaglianti di AOL, che ha sempre tenuto diritto il timone nonostante la navigazione in acque a volte agitate evitando facili, quanto inutili polemiche. D’altronde il tema sul tappeto ben si prestava a favorire un dibattito “passionario” che facilmente poteva scivolare verso discussioni accese con i relatori. Relatori che hanno, invece dimostrato grande conoscenza della materia e la non celata voglia, stimolati da Sangalli, a favorire quello scambio di esperienze necessario all’intero comparto in una logica di collaborazione e non di concorrenza, ognuno conscio delle opportunità che un mercato libero, ma regolamentato da regole condivise all’interno della categoria e rese note al mercato, può offrire per la sua stessa tutela mai perdendo di vista gli interessi del mercato stesso e conseguentemente del consumatore. Un motivo conduttore questo che ha avuto una vera e propria escalation a partire dall’intervento ”rompighiaccio” di Rodolfo Saviola,  orologiaio noto per la sue battaglie a favore della categoria il quale ha evidenziato il ruolo dell’orologiaio indipendente al centro di una delicata e assurda, a suo dire, questione tanto da impedire il tranquillo svolgimento del proprio lavoro. Una penalizzazione che impedisce di fatto qualsivoglia intervento su beni di proprietà del cliente che, fino a prova contraria, detiene tutti i diritti in capo alla “gestione” del proprio orologio in tema di manutenzione.  Cosa che avviene, ha affermato, in altri settori quale quello automobilistico e motociclistico ove il valore artigianale degli interventi è stato salvaguardato dalla Direttiva Monti.

Rino De Feo, consigliere “storico” dell’Associazione, dopo aver  sottolineato il ruolo che può giocare un associazione di rappresentanza imprenditoriale ha voluto ribadire la libera scelta del dettagliante a poter determinare i propri fornitori e far capo ad artigiani riparatori in grado di garantire efficienza e riparazioni a regola d’arte con standard qualitativi elevati. Di notevole rilievo la proposta di De Feo  relativa ad alcune linee guida  da seguire quali l’ elaborazione e la conseguente condivisione di un codice deontologico, la predisposizione di una richiesta di ricambistica originale da far sottoscrivere al cliente e da far recapitare alla casa orologiera e infine la costituzione di un Tavolo comune tra orologiai, dettaglianti e distributori teso a favorire un mercato libero ma nel contempo regolamentato.

Rinaldo Cassani docente Capac ha evidenziato il ruolo della formazione professionale nel settore mostrando la massima disponibilità a fare da trait d’union con la categoria.  Proposta questa ripresa ed ampliata da Stefano Salina, Direttore del Capac che ha voluto, inoltre, evidenziare il ruolo dei giovani  nel contesto. orologiero

De Feo, ha letto il contributo del Presidente di  Codacons, impossibilitato a presenziare alla riunione, favorevole ad un libero mercato che tuteli il consumatore e la categoria degli orologiai indipendenti garantendo supporto ad ogni iniziativa

Mario Peserico, Presidente Assorologi, dopo aver illustrato ruolo e funzioni della sua associazione, sottolineando i cambiamenti del mercato avvenuti in maniera repentina negli ultimi anni con cambiamenti di asset societari che sono sotto gli occhi di tutti,    ha lamentato da parte degli orologiai la mancanza di un qualsivoglia contatto istituzionale teso al dialogo e al confronto mostrando, nel contempo, ampia disponibilità a dibattere sulle problematiche sollevate nel corso della serata.

A seguire il contributo di Stanislao Capoferri, orologiaio di San Benedetto del Tronto, l’intervento di Steven Tranquilli, Direttore Federpreziosi teso a far chiarezza sulla definizione stessa di orologiaio al di là della professionalità dichiarata che deve far leva su requisiti, sottolineando come gli standard qualitativi proposti da De Feo siano estremamente validi come spartiacque,  i quali, se condivisi all’interno di un sistema di rappresentanza unitaria, costituiscono condizione necessaria e sufficiente per valorizzare il ruolo stesso dell’orologiaio in un sistema di confronto istituzionale teso a garantire le istanze collettive. L’eccesiva polverizzazione delle proposte e delle rivendicazioni categoriali, ha proseguito Tranquilli, ha mostrato tutti i suoi limiti nel corso dell’ultimo decennio di discussioni sul ruolo dell’orologiaio e sulla possibilità di approvvigionamento di ricambi. A conferma l’intervento di Marco Recalcati storico orologiaio bergamasco che ha ripercorso le varie tappe delle istanze categoriali evidenziando i limiti di una scarsa quanto inesistente rappresentanza unitaria di categoria. Istanze riprese da Maurilio Savoldelli che ha lamentato, altresì,  uno scarso coinvolgimento delle organizzazioni datoriali dell’artigianato nel corso degli ultimi anni nonostante le premesse fossero di avviso ben diverso.

I numerosi interventi in sala, al di là delle singole argomentazioni hanno avuto come minimo comun denominatore  un mea culpa generale sullo stato della categoria priva di un organismo di rappresentanza unitario puntando il dito sulla inderogabile necessità di far squadra superando gli spiccati individualismi tipici della categoria con lo scopo dichiarato di riprendere le redini della situazione, al di là di interventi comunitari lungi dal dirimere le controversie in essere con le maison svizzere, Sintomatico dopo l’annullamento il 15 dicembre 2010 da parte del Tribunale del Lussemburgo della decisione della Commissione Europea del luglio 2008 il rinvio  dell’esame della questione nuovamente alla Commissione. Da allora la Commissione, come evidenziato da De Feo  sta riesaminando la questione, senza essere ancora giunta ad una conclusione.

La disponibilità di De Feo e dell’Associazione Lombarda, che ha voluto ribadire nel corso di un intervento passionale ma chiaro nei suoi intenti, a favore di un dialogo costruttivo da originarsi dapprima a Milano nell’ambito lombardo per poi espandersi su tutto il territorio . Sangalli, supportato in tal senso anche dagli consiglieri AOL presenti in Sala, tra cui Fabio Lanfossi che ha evidenziato la valenza di un confronto tra le parti, ha delineato una tempistica in tal senso ponendosi come obiettivo la rinascita di una sezione orologiai in ambito dell’Associazione Orafa Lombarda in grado di dialogare con le istituzioni locali e nazionali entro l’estate 2013; in questa direzione ampia disponibilità di Assorologi nella persona di Mario Peserico,. Un obiettivo decisamente a portata di mano visto l’interesse suscitato tra i numerosi partecipanti. Buon lavoro ragazzi e avanti tutta…

 

Steven Tranquilli