OROLOGIAI RIPARATORI INDIPENDENTI; TEMPO SCADUTO DECISIONE FINALE A UN DIFFICILE BIVIO

16 aprile 2014 – E’ problematica la situazione esposta da rappresentanti delle associazioni di categoria e parlamentari europei all’incontro pubblico sul tema “Orologiai indipendenti: il diritto di esistere e lavorare in Italia e in Europa”,  organizzato giovedì 10 Aprile negli uffici milanesi del Parlamento Europeo dall’Associazione Orafa Lombarda associata Confcommercio. Il 3 Settembre 2013 la Commissione Europea ha comunicato – e ufficializzerà a breve – la decisione di chiudere l’istruttoria sulla distribuzione di forniture e ricambi orologieri dando sostanzialmente ragione ai produttori svizzeri contro la CEAHR (Confederazione Europea degli Orologiai Artigiani Riparatori). La mancanza di coesione e di collaborazione del settore è stata uno degli elementi determinanti che  hanno purtroppo portato a quella che il Presidente degli Orologiai iscritti all’ Orafa Lombarda, Maurilio Savoldelli, ha definito una “sciagurata”  decisione.

Già negli anni ’90, con l’avvento delle multinazionali svizzere e l’acquisizione graduale da parte loro di un consistente numero dei marchi orologieri, iniziò, dapprima lentamente, il problema per gli orologiai riparatori dell’approvvigionamento dei ricambi. Naturalmente questi reagirono; e reagirono i loro organismi nazionali di rappresentanza, che si unirono nei primi anni 2000 in un’associazione internazionale – la CEAHR, di cui fanno parte Belgio, Francia, Olanda, Gran Bretagna, Italia, Austria, Germania – presentando un dettagliato ricorso alla Commissione Europea con vari interventi attraverso tutti i possibili canali istituzionali. Com’è noto, dal 2010 le maggiori case orologiere svizzere hanno poi deciso di attuare una “distribuzione selettiva” dei pezzi di ricambio originali mettendo ulteriormente in crisi un buon numero di riparatori in tutta Europa e compromettendone la sopravvivenza.

La dottoressa Patrizia Curiale di Confartigianato, Segretario Generale di CEAHR, ha con grande efficacia riassunto il difficoltoso iter – una vera e propria battaglia – al termine del quale,  nel 2008, vi fu un pronunciamento purtroppo negativo da parte della Commissione Europea, che respinse il ricorso presentato contro i colossi dell’industria orologiera svizzera con la motivazione che tale mercato, giudicato come una parte limitata, era “un settore di piccole dimensioni e caratterizzato da una concorrenza vivace”. Nel 2010 il Tribunale del Lussemburgo annullò tale decisione e richiese un ulteriore e più approfondito esame  della questione.

Nel Settembre del 2013, dopo ben tre anni, la Commissione Europea ha ribadito la propria decisione e la ufficializzerà entro poche settimane.  Una decisione di cui le categorie sottolineano la gravità per “avere messo esattamente sullo stesso piano i colossi miliardari dell’orologeria svizzera con i piccoli e medi laboratori artigiani che in tutta Europa hanno garantito fino ad oggi l’assistenza orologiera capillare sul territorio”. 

 

Patrizia Curiale e Danilo Guffanti, Consigliere Confartigianato Orafi Lombardia, ribadendo in maniera particolare quanto sia determinante per ogni azione in sede comunitaria il sostegno coeso, tempestivo e fattivo da parte del maggior numero possibile di operatori, hanno prospettato le due soluzioni ancora possibili, in merito alle quali il Consiglio CEAHR dovrà deliberare al più presto: ritirare il ricorso oppure lasciare che la decisione di Settembre  sia ufficializzata, riservandosi di decidere successivamente sull’opportunità e la sostenibilità di un nuovo intervento presso il Tribunale del Lussemburgo, tenendo ben presente, tuttavia, che in caso di una nuova delibera sfavorevole della Commissione, ci si troverebbe di fronte a  una richiesta di rimborso economico per le spese e per lesione di immagine che CEAHR non sarebbe in grado di sostenere. In sede dell’imminente riunione di Consiglio Confartigianato rappresenterà gli interessi  italiani con il rinnovato appoggio che, dopo un periodo di distacco, CNA/Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa ha confermato proprio in occasione dell’incontro milanese.

Secondo il presidente degli orologiai iscritti all’Associazione Orafa Lombarda Maurilio Savoldelli “compito della Commissione Europea è quello di trovare i giusti punti di equilibrio tra i produttori di orologi/fornitori dei ricambi e gli artigiani orologiai in una logica di servizio al consumatore. Non certamente quella di piegarsi ai voleri delle multinazionali svizzere, che non possono ergersi ad arbitri, giudici e garanti imparziali e insindacabili della qualità dell’assistenza orologiera, in quanto è loro precipuo interesse mantenere all’interno delle loro strutture e sotto il loro controllo l’intero mercato delle riparazioni  (in Italia le vendite di orologi ammontano attualmente a 6 milioni e 600 mila “pezzi”, da stima di Assorologi, e il mercato di ricambi e riparazioni è stimabile tra i 150 e i 250 milioni di Euro), che invece, secondo me e noi tutti deve rimanere pluralista, concorrenziale e rispettoso della libertà di scelta dei possessori di orologi.

Ci aspettavamo da parte della Commissione Europea una decisione di liberalizzazione del mercato dei ricambi orologieri affidando la ricerca delle soluzioni tecniche del problema ad una commissione mista, composta sia dai produttori/distributori che dagli artigiani orologiai riparatori, sotto la supervisione della Commissione Europea stessa”.

“La situazione è estremamente difficile” sottolinea Rino de Feo, Tesoriere dell’Associazione Orafa Lombarda, “ma ci auguriamo ancora non del tutto compromessa e giocheremo la partita al meglio fino in fondo. Per questo chiediamo a tutti, a partire dagli operatori che sono i primi diretti interessati, ai rappresentanti della categoria, al Governo e a chi ci rappresenta in Europa che si operi per una rapida e consapevole decisione. Sul piatto della bilancia mettiamo anche le conseguenze sulla formazione di tanti giovani che hanno individuato in questa professione uno sbocco per i loro futuro e che vi si preparano nelle Scuole professionali di Orologeria di Milano e di Torino”.

Nei loro interventi le deputate europarlamentari on. Cristiana Muscardini e on. Patrizia Toia hanno confermato che anche su questo tema l’impegno italiano è costante e lo sarà indipendentemente dall’esito delle imminenti elezioni europee di fine Maggio, in quanto si tratta di problematiche di uno dei settori che sono vitale patrimonio della realtà economica italiana, con i suoi punti di forza nell’imprenditoria artigiana.

Il sistema europeo richiede però interventi con tempistiche e modalità di cui  ormai dovremmo avere preso coscienza, per poter intervenire in maniera adeguata e tempestiva e con possibilità, quindi, di avere voce in capitolo. La mentalità europea, lo si è sperimentato in tutti i campi, ragiona su realtà di grandi dimensioni.

In chiusura delle oltre due ore di riunione, il Presidente dell’Orafa Lombarda Andrea Sangalli ha ribadito la massima disponibilità di supporto ai soci, invitandoli a prendere rapidamente contatto per un serio confronto vista l’evidente emergenza, e facendo propria la richiesta di Confartigianato: aiutateci ad aiutarvi!