Approvato a larghissima maggioranza il pacchetto per rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine dei prodotti per migliorare la tracciabilità delle merci. Tutela per i consumatori e certezza per gli operatori di poter contare su regole uguali per tutti
16 aprile 2014 – Tutti i prodotti non alimentari venduti nell’Ue devono obbligatoriamente riportare l’indicazione di provenienza, il cosiddetto “Made in”. A chiederlo sono i deputati europei che a larghissima maggioranza (485 voti a favore, 130 contrari e 27 astensioni) hanno votato una relazione che sostiene la proposta della Commissione Europea di rendere obbligatorio il marchio del Paese d’origine, sostituendo così l’attuale sistema volontario. L’obiettivo è di migliorare la tracciabilità delle merci e rafforzare la tutela dei consumatori, visto che ad oggi, circa il 10% dei beni presi in esame dal sistema di controllo Ue non è riconducibile al produttore.
“Con il voto di oggi il Parlamento Europeo ha confermato in prima lettura il sostegno alla mia proposta sulla Sicurezza dei prodotti e sulla sorveglianza del mercato che prevede un articolo specifico sull’indicazione d’origine obbligatoria”, ha commentato il Vice-Presidente della Commissione europea Antonio Tajani. Il beneficio, spiega, non sarà solo per i consumatori “che potranno contare su una maggiore trasparenza” ma anche per “gli operatori che agiscono in maniera responsabile” che ora “potranno fare affidamento su regole uguali per tutti all’interno del mercato unico”.

Il presidente di Federpreziosi Giuseppe Aquilino commenta con entusiasmo la notizia. “ Lo confesso ho gioito e ancora adesso a nemmeno 24 ore di distanza non riesco a contenere l’emozione. Ieri sera, alla notizia dell’approvazione da parte dell’assemblea plenaria di Strasburgo ho avuto finalmente la consapevolezza che siamo usciti dal tunnel e possiamo intravedere la luce grazie al lavori squadra che i nostri europarlamentari, finalmente coesi, hanno svolto in maniera egregia”.
Prosegue Aquilino, “la mia soddisfazione, inutile negarlo, è grande, non solo per la schiacciante maggioranza che ha consentito il risultato, ma anche perché finalmente si rende giustizia alle eccellenze, tra cui il prodotto orafo gioielliero, vanto della nostra Penisola. In definitiva ci si avvia al il rilancio del prodotto manifatturiero italiano da troppo tempo in forte sofferenza per la concorrenza, sovente sleale, del Far East.
D’altronde, l’attuale assenza di regole chiare e trasparenti, oltre a penalizzare la produzione e la distribuzione in generale, ha creato e crea disorientamento nel mercato, nel consumatore che ha tutti i diritti di conoscere l’origine di un prodotto. Ce ne siamo accordi lo scorso anno quando la Guardia di Finanza ha voluto verificare l’origine di alcuni prodotti presenti sui nostri scaffali privi di qualsivoglia indicazione nonostante l’obbligo sia contemplato dal codice del consumo. una bella lezione! Se poi parliamo di prodotti contraffatti, soprattutto nel nostro comparto, apriamo una parentesi non certo piacevole!.
Ora abbiamo la tanto agognata proposta di Regolamento che, tengo a sottolineare, rappresenta la posa della prima pietra verso la costruzione da parte del Consiglio Europeo di una convergenza comune che, anche in vista del semestre di presidenza italiano, mi auguro ci vedrà protagonisti nel portare a casa il risultato definitivo e vincere le resistenze di quei paesi comunitari che non vantano le eccellenze manifatturiere italiane ma che si limitano ad effettuare, nella migliore delle ipotesi, processi di assemblaggio.”
