PAZZE QUOTAZIONI: IN GIOIELLERIA, COME INDICARE I PREZZI AL PUBBLICO?

Roma, 30 Gennaio 2026 – L’eccezionale andamento delle quotazioni dei metalli preziosi sta determinando nuove e rilevanti criticità operative per il comparto della gioielleria, in particolare con riferimento alle modalità di esposizione dei prezzi dei manufatti realizzati in oro e argento. L’elevata volatilità dei mercati, caratterizzata da variazioni frequenti e spesso imprevedibili, rende infatti complessa la gestione dei cartellini prezzo, soprattutto per quei prodotti il cui valore è direttamente collegato al peso del metallo. Sul piano normativo, la circolare n. 3467/C del 28 maggio 1999 del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato ha chiarito che, in deroga a quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 114/1998, i manufatti in oro e argento sono esonerati dall’obbligo di esposizione del prezzo nelle vetrine esterne, stabilendo che il cartellino debba risultare leggibile esclusivamente dall’interno dell’esercizio commerciale. Tale orientamento fu adottato anche a seguito dell’intervento di Federdettaglianti — oggi Federpreziosi Confcommercio — che rappresentò alle istituzioni competenti le specifiche esigenze del settore, in particolare sotto il profilo della sicurezza dei punti vendita, evitando l’esposizione all’esterno di informazioni sensibili sul valore economico dei beni preziosi. A distanza di quasi trent’anni dalla sua emanazione, tale impostazione conserva la propria validità, ma si colloca oggi in un contesto di mercato profondamente mutato. La marcata volatilità delle quotazioni dell’oro e dell’argento incide infatti in modo significativo sulla determinazione del prezzo dei manufatti venduti a peso e non solo, rendendo difficoltosa l’indicazione di importi fissi e stabili sul prodotto, circostanza non prevedibile al momento dell’adozione della normativa. In questo scenario assume un ruolo centrale la corretta informazione al consumatore. All’interno del punto vendita appare opportuno chiarire che il prezzo dei manufatti in metallo prezioso viene determinato sulla base del peso e delle quotazioni del metallo vigenti al momento dell’acquisto, tenuto conto del titolo con il quale sono realizzati, precisando che il valore definitivo è calcolato al momento della vendita. L’utilizzo di cartellini informativi o di diciture esplicative, che illustrino le modalità di formazione del prezzo senza indicare importi rigidi, rappresenta una soluzione equilibrata, purché accompagnata da una comunicazione chiara, coerente e facilmente comprensibile. Alla luce di tali considerazioni, Federpreziosi ritiene opportuno avviare una riflessione sull’adeguatezza dell’attuale impianto normativo, oggi chiamato a confrontarsi con una volatilità dei metalli preziosi divenuta strutturale. In tale prospettiva, l’Associazione intende sottoporre il tema all’attenzione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e, in particolare, della Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, la Tutela del Consumatore e la Normativa Tecnica, al fine di valutare l’opportunità di un aggiornamento o di un chiarimento interpretativo delle disposizioni vigenti. Un eventuale intervento in tal senso consentirebbe di fornire agli operatori regole maggiormente coerenti con le attuali dinamiche di mercato e, al tempo stesso, di garantire al consumatore un’informazione chiara, corretta e realmente comprensibile. In attesa di possibili evoluzioni normative, la trasparenza nei comportamenti e la corretta informazione restano strumenti fondamentali di tutela per l’intero comparto.

Immagine: IA