Roma, 9 Settembre 2026 – VicenzaOro ha chiuso i battenti. Il primo bilancio è positivo: significativa la presenza di operatori italiani e internazionali, padiglioni vissuti intensamente e, soprattutto, tanta voglia di incontrarsi, confrontarsi e capire dove sta andando il mercato. È proprio da qui che vale la pena partire. In un mondo nel quale tutto cambia a una velocità di cui spesso non ci accorgiamo e nel quale l’intelligenza artificiale sta modificando profondamente le modalità di accesso alle informazioni, ai beni e ai servizi, l’incontro in presenza assume, quasi per contrasto, un valore ancora maggiore. Può sembrare un paradosso. Più diventano semplici e immediate le connessioni digitali, più acquistano valore le occasioni nelle quali guardarci negli occhi, ascoltare punti di vista differenti, scambiare esperienze e costruire relazioni.
Vicenzaoro , in questi cinque giorni, è stata anche questo. Non soltanto prodotti, aziende e novità, ma incontri, conversazioni, idee e domande.
Perché molto di ciò che cerchiamo oggi può essere raggiunto attraverso uno schermo; ciò che uno schermo difficilmente può restituire è il valore di una conversazione nata quasi per caso, di un problema condiviso con un collega, di un’intuizione raccolta durante un confronto. Tra le immagini che portiamo a casa da Vicenza ce n’è una che racconta qualcosa di più dei numeri: il valore del fare squadra. Lo abbiamo visto nella manifestazione che, con il nuovo Padiglione 2, ha dato un segnale concreto di investimento sul futuro. Lo abbiamo ritrovato nel Congresso CIBJO, che ha riunito a Vicenza rappresentanti e competenze della gioielleria internazionale per confrontarsi sulle grandi questioni che stanno ridisegnando regole, linguaggi e responsabilità del settore.
Lo abbiamo vissuto direttamente come Federpreziosi Confcom. Nei cinque giorni della manifestazione la Federazione è stata presente attraverso le persone: i tanti dettaglianti arrivati dai diversi territori, i rappresentanti delle associazioni, gli imprenditori, gli esperti e gli interlocutori istituzionali che, ciascuno con la loro esperienza e competenza, hanno contribuito a costruire occasioni di confronto. Lo abbiamo visto parlando di turismo e Made in Italy, mettendo insieme esperienze diverse per comprendere come le gioiellerie possano diventare sempre più parte dell’esperienza che il visitatore internazionale vive nel nostro Paese. Un confronto al quale la presenza di ICE Agenzia, con Maurizio Forte, ha aggiunto il punto di vista dell’internazionalizzazione e della promozione del sistema Italia sui mercati esteri. Perché quando un turista entra in una gioielleria italiana non incontra soltanto un prodotto. Può incontrare manifattura, design, creatività, cultura e professionalità: un patrimonio che il dettaglio orafo può contribuire a raccontare e valorizzare. Lo abbiamo visto ancora con “Le parole che cambiano il valore: quando la gemmologia incontra il diritto, il mercato e il consumatore” dove competenze differenti si sono confrontate sulla responsabilità che accompagna oggi le parole utilizzate per descrivere e presentare un gioiello. Non casualmente, il confronto si è svolto a ridosso dei lavori del Congresso CIBJO, portando sul terreno concreto del rapporto con il consumatore questioni che il settore sta affrontando a livello internazionale. A questo si è aggiunto il contributo della Guardia di Finanza, con la partecipazione del Comandante del Nucleo Speciale competente per la tutela di beni e servizi e il contrasto alla contraffazione e la presentazione della piattaforma SIAC – Sistema Informativo Anti Contraffazione. L’intervento del Colonnello Antonio Caputo ha rappresentato un ulteriore tassello che ha riportato l’attenzione sulla legalità, sulla tutela del mercato e del consumatore e sull’importanza della collaborazione tra imprese e istituzioni. Federpreziosi è stata protagonista anche nella premiazione dei vincitori del Preziosa Jewellery Award. Un momento diverso, ma parte dello stesso percorso: accendere i riflettori sulle esperienze del dettaglio, riconoscere le eccellenze e guardare ciò che fanno gli altri anche come occasione per trovare nuovi stimoli per la propria attività.
Turismo, internazionalizzazione, gemmologia, diritto, trasparenza, legalità, valorizzazione del retail. Temi apparentemente lontani, ma uniti dallo stesso metodo: mettere insieme competenze ed esperienze per comprendere un mercato che cambia sempre più velocemente. Ed è forse questa la fotografia più fedele dei cinque giorni di Federpreziosi a Vicenzaoro: non una Federazione che parla al settore, ma una rete che prova a far parlare il settore, mettendo insieme territori, persone, esperienze, problemi, competenze e idee. Ma il senso del fare squadra non lo abbiamo visto soltanto all’interno di Federpreziosi. Lo abbiamo riconosciuto anche nelle persone con le quali, durante questi cinque giorni, abbiamo lavorato a stretto contatto: il personale di Vicenzaoro, le donne e gli uomini impegnati dietro le quinte, nell’organizzazione e nella gestione quotidiana di una macchina complessa. Ne abbiamo condiviso la passione, l’impegno e, alla fine, anche l’emozione per gli obiettivi raggiunti. Perché dietro una manifestazione ci sono numeri, strutture, programmi e tecnologie, ma ci sono soprattutto persone.
