PRIMO VERTICE DEI GIOIELLI DEL MARE. CREATIVITÀ, FILIERA, FUTURO: LA NUOVA ROTTA DI TORRE DEL GRECO

Roma, 22 Maggio 2026 – Ci sono territori che vivono di memoria. E poi ce ne sono altri che riescono ancora a trasformare la propria storia in visione. Torre del Greco appartiene a questa seconda categoria. Qui il corallo, il cammeo, le perle, le madreperle non sono soltanto materia preziosa o parte integrante di una tradizione artigianale: sono parte di un linguaggio identitario, cultura manifatturiera, racconto collettivo. Ed è forse proprio da questa consapevolezza che il comparto del corallo e del cammeo torrese ha ancora una volta voluto ribadire che la propria forza non può vivere soltanto nella nostalgia di ciò che è stato, ma nella capacità di immaginare ciò che può ancora diventare. La storia ha incontrato così il futuro; il sapere artigiano si è intrecciato con la visione contemporanea e il concetto stesso di quello che si può definire “sistema Torre del Greco”, un sistema dal rinnovato significato: non più semplice filiera produttiva, ma ecosistema culturale, creativo ed economico capace di intercettare opportunità, innovazione e nuove prospettive internazionali. È dentro questa prospettiva che – ieri 21 maggio nella cornice di Palazzo Vallelonga, sede torrese della Banca di Credito Popolare – ha preso forma la prima edizione del “Precious Sea Summit”, il nuovo vertice internazionale dedicato alle materie organiche preziose di origine marina promosso da Assocoral e dal Consorzio Corallo e Cammeo Torrese, con la collaborazione di Italian Exhibition Group (IEG).

Ridurre questa giornata a un semplice summit sarebbe un errore: non il tono rituale dei convegni istituzionali ma il ritmo di una comunità che si guarda negli occhi e decide di ripensarsi. Moderato da Giovanni Micera, direttore di Preziosa Magazine, il summit ha acceso una riflessione autentica sul destino dei “preziosi marini”, ma soprattutto sul destino di Torre del Greco. Ad aprire i lavori sono stati i saluti del Sindaco, Luigi Mennella, del Global Exhibition Manager Jewellery di IEG, Matteo Farsura e del Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, a testimonianza di una convergenza sempre più forte tra istituzioni, sistema economico e visione internazionale del comparto. 

A riportare il pubblico alla memoria più profonda della città è stato poi il giornalista Salvatore Perillo, che ha ripercorso il legame secolare tra Torre del Greco e la lavorazione del corallo e del cammeo. Un racconto che ha ricordato come questo patrimonio artigianale non sia soltanto una tradizione produttiva, ma un elemento identitario che ha reso il distretto un riferimento internazionale. 

Lo sguardo si è quindi allargato ai mercati globali grazie all’intervento di Maurizio Forte, Direttore Centrale per l’Export di ICE, che ha delineato scenari, opportunità e nuove prospettive di sviluppo internazionale per le imprese del settore, evidenziando quanto oggi il lusso richieda autenticità, qualità e capacità narrativa. 

Le grandi sfide della gioielleria contemporanea — sostenibilità, tracciabilità e valore delle filiere — sono state invece affrontate dal Presidente CIBJO,  Gaetano Cavalieri, che ha riportato il dibattito su un tema cruciale: il valore di un prodotto non si misura più soltanto nella sua bellezza, ma nella trasparenza e nell’etica del suo percorso produttivo.

A dare forma concreta al concetto di “sistema corallo” è stato poi Fabrizio Monticelli, project Manager del Consorzio Corallo e Cammeo Torrese attraverso un focus dedicato alla struttura produttiva e alle competenze distintive del distretto torrese. Una rete fatta di imprese, botteghe, scuole, maestranze e creatività diffuse che continua ancora oggi a rappresentare un modello unico. 

A chiudere la sessione degli interventi è stato il Presidente di Assocoral, Vincenzo Aucella, che ha delineato la visione strategica e le prospettive future del Precious Sea Summit. Un intervento che ha restituito il senso più profondo della giornata: fare sistema, condividere competenze, proteggere il patrimonio identitario e allo stesso tempo aprirsi ai linguaggi del futuro. Le parole più pronunciate? Creatività e genio. E non poteva essere altrimenti. Perché qui il genio non è astrazione: è gesto, intuizione, ostinazione quotidiana. È la capacità di trasformare un frammento di mare in identità culturale. È il talento di un territorio che continua a reinventarsi senza mai tradire sé stesso. Il summit ha fatto emergere con forza il concetto di “sistema corallo”: non una formula, ma una visione. Un ecosistema che trova nella resilienza, nella passione, nell’amore per il mestiere e nel coraggio imprenditoriale le sue fondamenta più profonde. Perché il vero tema della giornata non era soltanto il mercato. Era la capacità di intercettare il cambiamento senza perdere l’anima. In questo scenario, il percorso verso il riconoscimento del Marchio IGP assume un significato che va oltre la certificazione. È un atto culturale prima ancora che economico. Significa proteggere una storia irripetibile, difendere un sapere identitario e riaffermare nel mondo il valore autentico del Made in Italy. Ed è qui che il territorio torna protagonista. Non come semplice sfondo geografico, ma come elemento strategico. Perché la vera forza di Torre del Greco sta nella sua unicità: un luogo dove tradizione e innovazione convivono naturalmente, dove il genius loci continua ancora oggi a parlare attraverso mani, botteghe, laboratori e nuove visioni creative. 

Non è un caso che uno dei momenti più intensi della giornata sia arrivato lontano dai tavoli del confronto. A completare il percorso è stata infatti la visita al Liceo Artistico Degni con il suo museo. Uno scrigno silenzioso e potentissimo che custodisce oltre cento anni di opere, incisioni, cammei e lavori realizzati dagli studenti della scuola. A seguire una incredibile narrazione al banco del maestro Ciro Mazza con i suoi allievi. Un racconto fatto con il bulino in mano ad incidere un frammento di conchiglia che si trasformerà in cammeo e conclusosi con quella mano del maestro sulla spalla del suo allievo; un gesto  che è la dimostrazione di un dialogo continuo tra generazioni, il passaggio di testimone di un sapere che resiste al tempo e continua a evolversi. Ed è forse proprio questa l’immagine più autentica lasciata dal “Precious Sea Summit”: una città che non celebra semplicemente ciò che è stata, ma che prova con orgoglio, lucidità e coraggio a immaginare ciò che può ancora diventare. Appuntamento al 2027.