RICORDANDO GIANCARLO DOGLIONI MAJER

Giancarlo Doglioni Majer
Giancarlo Doglioni Majer

E’ scomparso ieri 15 settembre Giancarlo Doglioni Majer, presidente dal 2000 al 2003 dell’allora Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi. Personaggio di spicco dell’associazionismo, non solo nazionale ma anche provinciale, in cui ha rappresentato per oltre un decennio gli orafi piemontesi.

Nel ricordarlo torna inevitabilmente alla mente una vivacissima stagione sindacale, ricca di confronti, che lo ha visto protagonista indiscusso, prima sulla scena torinese e poi su quella nazionale, ove successe ad Ernesto Hausmann in un’indimenticabile assemblea nell’aprile del 2000.

Le esperienze fieristiche dai lui volute e realizzate confluirono in  quel crogiuolo di idee rappresentato da Elogio all’Orologio, la mostra-scambio annuale che si svolgeva a Torino Esposizioni e che coinvolgeva non solo gli operatori al dettaglio di Torino, ma anche i distributori di orologeria dell’intero mercato nazionale.

In effetti, la sua caparbietà, che a volte sfociava in un puntiglio decisamente fuori dal comune, lo aveva portato ad essere  antesignano di un concetto di comunicazione nei confronti del consumatore che oggi viene richiesto a gran voce non solo dagli operatori ma anche dal pubblico stesso.

Personalmente, fui da lui coinvolto in più di un’edizione con la squadra di collaboratori di cui si avvaleva ai tempi la Federazione, insieme a Ezio Cheinasso e Angela Amoruso, colonne portanti della segreteria dell’associazione piemontese,  e devo dire che ne ricavai grandi soddisfazioni non solo professionali ma soprattutto umane.

Ci si emozionava insieme e si gioiva per aver ottenuto la conferma di una partecipazione, l’allestimento di uno stand fuori dal comune in grado di “stuzzicare” i visitatori che gremivano i padiglioni di una mostra che aveva visto sfilare nel corso degli anni la migliore produzione automobilistica nazionale.

D’altronde non poteva essere altrimenti con Giancarlo,  con il quale ho condiviso un triennio decisamente effervescente, sia per il già citato carattere sia per la sua voglia di creare occasione di dibattito tra gli associati percorrendo in lungo ed in largo lo stivale.

Ricordo i primi confronti sulla cd. normativa gemmologica, che già allora animava discussioni molto accese sull’opportunità o meno di favorire una norma condivisa tra tutti gli operatori del settore. Lui divenne il paladino della proposta, riveduta e corretta con i suggerimenti provenienti da quelle riunioni. Impressioni che riportava in maniera puntuale – visti anche i suoi trascorsi militari –  nelle vivaci riunioni di Confedorafi di cui era stato Vice Presidente.

Un confronto leale e schietto contraddistingueva il nostro rapporto.

Negli anni successivi alla sua presidenza ho avvertito  sempre  la mancanza di quelle storiche chiacchierate nella sua casa di Pino Torinese oppure a Mas, nella provincia bellunese di cui era originario, davanti a un calice di quel suo barbera in grado di donare un’atmosfera indimenticabile a serate in cui ci si confrontava sulle strategie operative da presentare in Direttivo o semplicemente nell’incontro istituzionale del giorno seguente.

Poi la vita, come troppo spesso accade, ti porta ad allontanarti, vuoi per semplici incomprensioni che oramai fanno sorridere, vuoi per il ritmo serrato che contraddistingue la nostra quotidianità.

Ma i ricordi rimango vivi e fanno parte delle nostre esperienze terrene: anche una semplice foto o un articolo pubblicato su di una rivista dell’epoca contribuiscono a farli rivivere con la medesima intensità.

Ciao Giancarlo!

Steven Tranquilli