Roma, 28 Luglio 2025 – L’intervista firmata da Vera Mantengoli sul Corriere della Sera (edizione Veneto – Venezia e Mestre), pubblicata sabato 26 luglio, ha alimentato un acceso dibattito anche all’interno del nostro settore. A parlare è Setrak Tokatzian, gioielliere e presidente dell’Associazione Piazza San Marco, che denuncia con toni forti la crisi del commercio di qualità nel cuore di Venezia. I turisti, secondo lui, “non comprano più” e “non sanno nemmeno dove sono”. Eloquente Il titolo: “Senza i ricchi, chiudiamo”.
La notizia ha rapidamente fatto il giro delle chat del comparto orafo, sollevando commenti e reazioni. Ma con il massimo rispetto, non possiamo e non vogliamo entrare nel merito delle dinamiche specifiche della città lagunare, che — è il caso di dirlo — molti di noi conoscono soprattutto da turisti.
Possiamo però soffermarci su una questione più ampia, che riguarda tutti: la trasformazione in corso nel turismo e nel commercio urbano. È innegabile che l’overtourism e l’omologazione dei consumi rappresentino una sfida, ma è altrettanto vero che il giudizio espresso non può essere generalizzato. Il turismo, nella sua varietà e complessità, è una risorsa straordinaria per il nostro Paese e per il nostro settore.
Ridurre il visitatore a una categoria stigmatizzata — “povero”, “ignorante”, “inutile” — significa perdere di vista le opportunità e il dialogo con una domanda che sta solo cambiando pelle.
Anche il commercio, se vuole restare vitale, deve sapersi trasformare. Oggi il punto vendita — e in particolare quello orafo — non è più solo un luogo di acquisto, ma un ambiente narrativo, culturale, esperienziale. Il cliente cerca autenticità, connessione, significato. Non sempre compra, ma osserva, ascolta, ritorna — e a volte compra altrove, ma dopo aver vissuto un’esperienza di valore.
Essere camaleontici, oggi, non è una debolezza: è una strategia. Significa saper leggere i segnali del mercato, adattarsi senza snaturarsi, usare la tecnologia per rafforzare il contatto umano e rispondere a esigenze che non sono più solo economiche, ma emotive e culturali.
Proprio su questi temi si concentrano i talk organizzati da Federpreziosi a Vicenzaoro domenica 7 e lunedì 8 settembre: momenti di confronto preziosi su come affrontare i cambiamenti del mercato e del cliente, trasformandoli in leve per rilanciare il nostro ruolo e la nostra proposta. Il cliente cambia. Il commercio deve cambiare. Chi resta fermo rischia l’invisibilità. Chi cambia pelle, può continuare a brillare.
