Vicenza, 4 Settembre 2026 – L’immagine che accompagna questa edizione è quella di una manifestazione che cresce e investe: una presenza internazionale importante e, soprattutto, il nuovo padiglione, frutto di un investimento di 60 milioni di euro da parte di Italian Exhibition Group. Un nuovo “abito” per Vicenzaoro, ma anche qualcosa di più: un segnale di fiducia nella capacità della filiera di investire, innovare e continuare a guardare avanti. Per cinque giorni Vicenza sarà luogo di business, certamente, ma anche osservatorio dal quale provare a comprendere dove sta andando il gioiello e quali cambiamenti stanno attraversando mercato, imprese e consumatori.
Tra le presenze che si annunciano particolarmente significative in un contesto di grandi cambiamenti del mercato, c’è quella del retail orafo. Le previsioni indicano un’importante partecipazione di dettaglianti italiani e internazionali, confermando quanto Vicenzaoro rappresenti per il mondo della distribuzione un appuntamento di confronto con prodotti, aziende, tendenze e nuove dinamiche della domanda. In questo quadro si inserisce Federpreziosi Confcommercio, protagonista in fiera di momenti di approfondimento e confronto e con una delegazione di 120 aziende del dettaglio provenienti da diverse realtà territoriali italiane.
Centoventi aziende che costituiscono una parte di una presenza del retail ben più ampia. Ed è forse questo uno dei dati da osservare con maggiore attenzione: chi vive quotidianamente il rapporto con il consumatore vuole comprendere ciò che sta cambiando e provare ad anticipare le direzioni del mercato.
Perché produttori, distributori e dettaglianti osservano il mercato da prospettive differenti ed è proprio dall’incontro tra queste prospettive che possono nascere indicazioni utili per il futuro dell’intera filiera.
A rendere questa edizione ancora più significativa contribuisce il Congresso del Centenario di CIBJO, che proprio a Vicenza riunisce rappresentanti ed esperti della gioielleria internazionale. Una presenza che va ben oltre il valore istituzionale. Le questioni affrontate da CIBJO – dalla gemmologia alla terminologia, dalla sostenibilità alla corretta informazione del consumatore – entrano sempre più direttamente nella vita delle imprese e nel rapporto quotidiano tra gioielliere e cliente.
In un mercato dove le parole per descrivere materiali, pietre, origine e caratteristiche dei prodotti assumono un peso crescente, condividere regole e linguaggi significa contribuire a costruire fiducia.
L’altra faccia della medaglia – C’è però un altro tema che non possiamo lasciare fuori dai nostri Appunti proprio nel giorno in cui si accendono le luci di Vicenzaoro. Oderzo e Roma sono soltanto gli ultimi episodi di una sequenza di eventi criminosi che continua ad interessare gioiellerie in diverse aree del Paese. Furti, spaccate, rapine e assalti, spesso caratterizzati da azioni estremamente rapide e organizzate, continuano a tenere alta la preoccupazione degli operatori. Non si tratta soltanto del valore dei beni sottratti. Dietro ogni episodio ci sono imprenditori e collaboratori, famiglie, attività costruite spesso nel corso di generazioni. E c’è, soprattutto, una sensazione di vulnerabilità che permane ben oltre la cronaca dell’accaduto.
Il contrasto, proprio oggi, appare ancora più evidente: a Vicenza vediamo un settore che investe, innova, si confronta e guarda al futuro; nelle nostre città ci sono imprenditori che chiedono di poter continuare a fare impresa in sicurezza.
“I recenti episodi di Roma e Oderzo, che si aggiungono purtroppo ai numerosi fatti che hanno caratterizzato queste ultime settimane in diverse parti d’Italia, non possono essere letti come una semplice successione di fatti di cronaca – sottolinea Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi Confcommercio –. La loro frequenza e, in molti casi, le modalità particolarmente organizzate con cui vengono portati a termine alimentano una preoccupazione reale tra gli operatori. Lo abbiamo sottolineato a più riprese ed in ogni occasione e non ci stancheremo mai di ripeterlo; quando viene colpita una gioielleria il danno non è soltanto economico: viene colpita un’impresa, chi vi lavora e, inevitabilmente, anche quella percezione di sicurezza che è fondamentale per continuare a svolgere serenamente la propria attività.”
Andreis lega questa preoccupazione proprio alla giornata che si apre oggi a Vicenza: “Siamo qui con tanti retailer e con la consapevolezza che nei prossimi giorni saranno ancora di più. È il segnale di un settore che vuole guardare avanti, confrontarsi e investire sul proprio futuro. Proprio per questo non possiamo accettare che alla capacità e alla volontà di fare impresa faccia da contraltare la paura di diventare il prossimo bersaglio. La sicurezza delle nostre attività e delle persone che vi lavorano deve rimanere una priorità.”
Vicenzaoro apre dunque sotto i migliori auspici e proprio una manifestazione che parla così fortemente di futuro ci ricorda che guardare avanti non significa distogliere lo sguardo dai problemi del presente. Mentre oggi in fiera si accendono le luci delle vetrine, in migliaia di città italiane altre vetrine si aprono sulla strada. Il futuro del dettaglio orafo passa dal mercato, dall’innovazione, dalle competenze e dalla capacità di interpretare il cambiamento. Ma passa anche da una condizione molto più elementare: poter alzare ogni mattina la propria serranda e lavorare in sicurezza.



