Roma, 30 Maggio 2025 – Buoni segnali arrivano dall’indice sul clima di fiducia dei consumatori e delle imprese, secondo quanto rilevato dall’Istat. L’indice di fiducia delle imprese, infatti, torna a salire dopo tre mesi consecutivi di calo, riportandosi a un livello appena inferiore a quello registrato lo scorso marzo. Per quanto riguarda i consumatori, si osserva un miglioramento generalizzato delle opinioni, in particolare su aspetti legati alla situazione economica nel suo complesso. Come sottolinea Confcommercio, “la crescita della fiducia per imprese e consumatori rappresenta un segnale positivo per le prospettive di crescita a breve termine della nostra economia”. Le famiglie, in particolare, mostrano una minore preoccupazione sia per la propria condizione personale sia per l’andamento complessivo del sistema Paese, con aspettative più ottimistiche riguardo a occupazione e inflazione. Se questo clima positivo dovesse consolidarsi nei prossimi mesi, potrebbe finalmente tradursi in una ripresa dei consumi, tanto attesa da diversi comparti produttivi. Tuttavia, Confcommercio mette in guardia dal permanere di un’elevata incertezza, che continua a rappresentare un fattore di rischio per l’effettiva ripartenza della domanda interna. “Anche le imprese – si legge nella nota dell’Ufficio Studi – sembrano percepire in modo diffuso un contesto economico meno negativo. Tuttavia, permane una nota dolente: quella degli operatori della distribuzione tradizionale, i quali segnalano un peggioramento del sentiment, anche a causa di un rallentamento delle vendite”. In merito a questo scenario, il Presidente di Federpreziosi, Stefano Andreis, osserva: “Nel settore orafo al dettaglio, rileviamo con cautela questi segnali di miglioramento. La fiducia è un elemento essenziale per riattivare i consumi, ma la realtà quotidiana dei nostri operatori racconta ancora di un mercato prudente e selettivo. Le vendite restano contenute e fortemente influenzate dalle dinamiche del turismo e dell’e-commerce, che continuano a sottrarre centralità al canale tradizionale. A questo si aggiunge l’andamento ondivago delle quotazioni dell’oro, che genera non poche incertezze, sia nel mercato sia tra gli operatori stessi, condizionando le scelte di acquisto per il proprio assortimento. È fondamentale, in questo momento, sostenere le imprese del dettaglio con misure concrete che valorizzino il commercio di prossimità e l’artigianato di qualità, elementi distintivi del nostro comparto”.
