Roma, 13 Marzo 2026 – L’ultimo episodio si è verificato a Castellammare di Stabia, dove una gioielleria è stata presa di mira da una banda di malviventi che è riuscita a mettere a segno un furto di ingente valore ai danni del collega Michele Cimmino. È proprio da quest’ultimo episodio, l’ennesimo di una lunga serie di attacchi che hanno colpito i negozi del comune napoletano, che nasce l’iniziativa promossa dal presidente di Confcommercio Castellammare di Stabia, Johnny De Meo. Quale vice presidente di Federpreziosi nazionale e provinciale, De Meo è da sempre particolarmente impegnato anche nell’ambito della rappresentanza nazionale del settore orafo sui temi della sicurezza delle imprese commerciali.
Per questa sera, 13 marzo, a partire dalle 20.15, è stato organizzato un incontro con le Forze di Polizia per l’obiettivo di aprire un confronto diretto e senza reticenze sulle misure necessarie per rafforzare la sicurezza delle imprese del territorio, un tema che da tempo rappresenta una priorità per gli operatori del settore. “Non possiamo più limitarci a registrare questi episodi – afferma Johnny De Meo–. Le gioiellerie e le attività di vicinato rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale per le nostre città. È necessario rafforzare il dialogo con le istituzioni e con le Forze dell’Ordine per individuare strumenti concreti di prevenzione e sicurezza. L’incontro di questa sera nasce proprio con questo obiettivo: confrontarci apertamente e trovare insieme soluzioni che possano garantire maggiore tutela agli operatori”.
Il caso di Castellammare si inserisce in una lunga sequenza di episodi che negli ultimi mesi hanno colpito il settore orafo. Una sequenza che ha visto Rimini tra i primi casi più eclatanti e che è proseguita con i recenti episodi di Foggia, Vicenza e Arezzo, dove le bande criminali hanno utilizzato persino pale meccaniche per sfondare vetrine e strutture dei negozi. Un metodo violento e sempre più organizzato che dimostra la crescente determinazione delle organizzazioni criminali nel colpire attività ad alto valore come le gioiellerie. Episodi che hanno interessato una moltitudine di città dello Stivale, riempiendo sempre più spesso le pagine dei giornali con cronache di assalti spettacolari, bande organizzate e tecniche sempre più sofisticate. Il settore ha investito negli anni in sistemi di sicurezza attivi e passivi, dalla videosorveglianza agli impianti antintrusione, dalle vetrine blindate ai sistemi di controllo e allarme. Eppure la domanda che sempre più spesso gli operatori si pongono resta la stessa: quanto siamo davvero sicuri oggi? A sollevare il tema è anche il presidente di Federpreziosi Confcommercio, Stefano Andreis, che da tempo richiama l’attenzione su una situazione sempre più complessa. “È una domanda tutt’altro che retorica – osserva Andreis – soprattutto per chi, come noi, ogni giorno deve prendere atto di episodi sempre più impattanti sulla categoria: dalle azioni di tipo meccanico alle bande organizzate e iperattrezzate che prendono di mira le attività commerciali. Le gioiellerie, ma più in generale le attività di vicinato, sono diventate obiettivi sensibili proprio per il valore dei beni trattati e per la facilità con cui l’oro può essere riciclato. In fondo, un crogiolo e una fiamma possono fare la differenza”. A dimostrazione di questo fenomeno vi sono anche recenti operazioni delle Forze dell’Ordine. Il sequestro effettuato dal Nucleo operativo dei Carabinieri di Padova, che ha portato al recupero di ingenti quantità di lingotti frutto della fusione di un numero imprecisato di oggetti provenienti da attività criminali, rappresenta una testimonianza concreta della facilità con cui il metallo prezioso può essere trasformato e reimmesso nei circuiti illegali. Proprio per rafforzare la prevenzione e la tutela degli operatori, Federpreziosi sta lavorando al rinnovo del protocollo con il Ministero dell’Interno in materia di videosorveglianza, che si inserisce nel più ampio accordo tra Confcommercio e il Viminale finalizzato a migliorare la sicurezza delle imprese e delle attività di vicinato.
Il confronto promosso a Castellammare di Stabia rappresenta un passaggio importante non solo per il territorio, ma per un intero comparto che chiede maggiore attenzione, strumenti di prevenzione più efficaci e un rafforzamento della collaborazione tra imprese e istituzioni.
