Roma, 12 Settembre 2025 – Un recente articolo pubblicato sul sito di Confcommercio a firma di Domenico Labussola mette in luce una relazione tanto evidente quanto spesso sottovalutata: il turismo straniero non incide soltanto sulla bilancia turistica, ma si traduce direttamente in maggiore export. Una ricerca condotta da Bella, D’Amario e Di Sanzo (2008-2022) dimostra infatti che a un aumento dell’1% dei pernottamenti turistici corrisponde una crescita media dello 0,89% delle esportazioni verso i Paesi di provenienza dei visitatori. In altre parole, accogliere più turisti significa rafforzare la nostra capacità di vendere all’estero. Per il comparto orafo-gioielliero questo legame è particolarmente forte. Come ricorda Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi, il turista non si limita a visitare monumenti e musei: cerca esperienze autentiche, emozioni da ricordare e simboli tangibili da portare con sé. È qui che il gioiello italiano assume un ruolo unico, trasformandosi in frammento di viaggio e testimonianza concreta della bellezza, dell’identità e della creatività italiane. Il 2025 sta confermando questa tendenza: nelle città d’arte come Roma, Milano, Firenze, Venezia e Napoli i flussi turistici sono in forte crescita. Gli americani sono tornati numerosi – seppur con l’incognita della nuova tassa del 15% all’ingresso sui beni acquistati all’estero – mentre i cinesi viaggiano sempre meno in comitiva e sempre più in coppia, con consumi mirati e grande attenzione ai brand del lusso e della gioielleria. Ma il turismo non riguarda solo le grandi città. Anche i borghi e le località minori si rivelano protagonisti grazie al turismo esperienziale, che porta i visitatori direttamente nelle botteghe. A Dorgali, in Sardegna, gli artigiani della filigrana aprono i loro laboratori ai turisti mostrando dal vivo tecniche antiche; a Torre del Greco, le storiche case del corallo e del cammeo offrono un’immersione in un patrimonio artigianale unico al mondo. In questi casi l’acquisto non è solo shopping, ma parte integrante di un’esperienza che unisce territorio, tradizione e memoria personale. Al di là delle criticità legate al fenomeno dell’overtourism, il turismo rimane un motore di crescita per l’intera filiera orafa: non solo per il dettaglio, ma anche per gli artigiani, le maison, i distretti produttivi. Per questo, come sottolinea Confcommercio, politiche volte a favorire il turismo internazionale – dalla riduzione dei costi di viaggio alla semplificazione dei visti – non vanno lette solo come misure a beneficio dell’ospitalità. Sono, al contrario, una leva strategica per l’export e un’opportunità di crescita per il Made in Italy orafo-gioielliero, che nel turista straniero trova non solo un cliente, ma un ambasciatore del nostro stile e della nostra identità nel mondo.
