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STABILE MA CON QUALCHE DIFFICOLTA’ IL MERCATO PER GLI OROLOGI DA POLSO IN ITALIA I DATI 2018 PRESENTATI DA ASSOROLOGI

Marzo 2019 – Confermano una certa stabilità, ma evidenziano anche qualche difficoltà, i dati elaborati da GfK per Assorologi per quanto riguarda il mercato italiano degli orologi da polso, il cui valore  nel 2018 è di  circa 1,4 miliardi di euro pari a 6,5 milioni di pezzi venduti.

«Siamo di fronte a un mercato complesso con andamento variabile, al cui interno vi sono segmenti che soffrono e altri che non mostrano segnali di fatica. Il dato globale serve comunque a dare un punto di riferimento e parla di un andamento stazionario, ma difficile da mantenere – commenta il Presidente ASSOROLOGI Mario Peserico. “Nessuna sorpresa sul fronte del canale Internet, se non il leggero calo a valore che conferma l’utilizzo preferenziale di questo canale per i prodotti di fascia medio-bassa, mentre guardiamo con interesse alla perdurante difficile fase che affligge il canale tradizionale delle orologerie, che oramai veicola stabilmente meno della metà del mercato sia a quantità che a valore”.

Il dato a quantità mostra una leggera flessione considerando sia il mercato delle orologerie tradizionali (consumatori italiani e stranieri) sia quello di tutti i canali (solo consumatori italiani): il calo è stimato nell’ordine del 2,7%. Il dato a valore, viceversa, mostra un segno positivo nel primo caso (+1%) mentre risulta in flessione nel secondo (-6%).

Il prezzo medio degli orologi venduti dal canale gioielleria a italiani e stranieri è in aumento (da 236 a 245 euro) mentre è in calo se si considerano solo i consumatori italiani su tutti i canali (da 220 a 212 euro).

Nellindagine “Consumer 2018” dedicata al consumatore italiano, merita attenzione il dato sui Canali di acquisto dove spicca la perdurante fase di difficoltà del canale Gioiellerie ed orologerie (tradizionali o ubicate all’interno di un centro commerciale) che continuano anche se lentamente a perdere quote di mercato: da questo canale transita il 44,5% delle vendite a quantità (era il 46% lo scorso anno) ed il 48% a valore (era il 50%).

Prosegue l’ascesa del canale Internet (siti ufficiali, aste e commercio elettronico): a volume questo canale movimenta oramai un terzo dell’intero mercato (29,4%: era il 28,2% lo scorso anno) anche se ha rallentato la incredibile crescita a valore evidenziata un anno fa: 21,1% rispetto al 23,5% del 2017.

Come per i gioielli, anche per gli orologi non esistono più occasioni o motivazioni particolari per quanto riguarda il periodo di acquisto, ma più “vivace“ è sicuramente il mese di (22% a valore e quantità).

Restano Design (38,4%) e Prezzo (33%) le principali motivazioni di acquisto. Si conferma invece al 27%, come lo scorso anno, la Brand awareness (fiducia e conoscenza della marca).

Non particolarmente incoraggiante il dato sulle intenzioni di acquisto per il 2019. Nel 2017 il 7,5% degli acquirenti aveva manifestato questa intenzione per il 2018. Nel 2018, invece, questa propensione riferita al 2019 scende al 5,3%. Si tratta di poco più di 3 milioni di consumatori, un dato comunque significativo.

 

 “Siamo realisti e con i piedi per terra”, sottolinea il Presidente Peserico. “Anche se l’Italia rimane uno dei principali mercati mondiali per l’orologeria, non ci nascondiamo insidie e difficoltà, che le nostre aziende stanno affrontando con determinazione e capacità di investimento. Forse è questa la strada per un mercato più qualitativo dove il mix di tradizione, tecnologia, design, innovazione, comunicazione e servizio al cliente gioca un ruolo sempre più determinante».

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