La Commissione degli Esperti sugli studi di settore nella Riunione dello scorso 9 aprile ha espresso parere favorevole in merito ai correttivi anticrisi per 204 studi di settore, tra cui quelli riguardanti il comparto orafo, relativi al periodo d’imposta 2014. Tali correttivi tengono conto della particolare congiuntura economica rilevata nel corso del 2014.
A tale scopo, sono state analizzate numerose informazioni provenienti da diverse istituzioni: il Ministero dello Sviluppo Economico, la Banca d’Italia, l’Istat, le Associazioni di Categoria tra cui quelle presentate da Confcommercio, nella fattispecie dagli uffici che si occupano della fiscalità d’impresa sempre molto attivi sull’argomento, gli Osservatori Regionali ed altri istituti di ricerca. Le elaborazioni sono state realizzate su un panel di circa 2,1 milioni di contribuenti che hanno applicato gli studi di settore nel quadriennio 2010-2013.
Su questo ricco patrimonio informativo si è concentrata l’attenzione della Commissione, ricorrendo ad una nuova metodologia basata sui modelli lineari misti, al fine di stimare l’effetto della crisi economica sui ricavi/compensi tramite la componente “random”. Tra i vantaggi della nuova metodologia vi è una maggiore robustezza sul piano statistico, nonché la possibilità di analizzare e scartare i soggetti anomali.
Anche quest’anno – in base ai dati 2013 esaminati durante la Riunione della Commissione – sono risultati naturalmente congrui 7 contribuenti su 10.
A livello nazionale, infatti, è emerso che il 71,4% dei contribuenti interessati dagli studi di settore 2013 risulta naturalmente congruo (per l’anno precedente la percentuale era del 73,3%), mentre il 9,5% è risultato congruo per adeguamento. Il dato dei contribuenti che hanno utilizzato, per il 2013, il campo annotazioni per motivare casi particolari di non congruità ammonta a 338.445, mentre sono 63.484 i soggetti che lo hanno adoperato in relazione alla crisi economica.
