“SYNTHETIC DIAMOND”: CRESCE LA CONVERGENZA INTERNAZIONALE

Roma, 24 Settembre 2026 – Un altro tassello si aggiunge al percorso verso una terminologia sempre più uniforme per i diamanti prodotti in laboratorio. La London Diamond Bourse (LDB) ha raccomandato ai propri membri e agli operatori britannici di utilizzare la definizione “synthetic diamond”, ritenendola tecnicamente più accurata, storicamente consolidata e comprensibile a livello internazionale. La decisione è significativa soprattutto perché arriva dal Regno Unito, dove le attuali linee guida ammettono indifferentemente le espressioni “synthetic”, “laboratory-grown” e “laboratory-created”. La Borsa di Londra non mette dunque in discussione la correttezza delle altre definizioni consentite, ma indica una propria preferenza precisa. Una posizione che rafforza un orientamento già emerso negli ultimi mesi. A luglio, durante il 41° World Diamond Congress di Singapore, le Borse aderenti alla World Federation of Diamond Bourses avevano votato all’unanimità per l’adozione di “synthetic diamond”, in linea con il lavoro portato avanti dalla Diamond Commission di CIBJO e divenuto uno degli argomenti chiave dello scorso Congresso del centenario dell’organizzazione più rappresentativa a livello mondiale, tenutosi a Vicenza meno di un mese fa. Anche la  Francia dal 2025 e la Russia più recentemente, si sono mosse nella stessa direzione, pur all’interno di differenti quadri normativi e terminologici. Più che riaprire il confronto tra naturale e sintetico, quindi, la notizia proveniente da Londra segnala qualcosa di diverso: tra importanti organizzazioni e mercati del settore sembra prendere forma una convergenza sulla parola da utilizzare. E quando più tessere iniziano a comporre lo stesso mosaico, vale la pena prenderne nota.