Home » home » TELECAMERE: NESSUN PROBLEMA CON IL CONSENSO DEL LAVORATORE

TELECAMERE: NESSUN PROBLEMA CON IL CONSENSO DEL LAVORATORE

20 giugno – Per installare delle telecamere per la sorveglianza poste nelle vicinanze del bancone di vendita o all’interno dell’attività che inevitabilmente  riprendano l’attività dei lavoratori in azienda è sufficiente che  i singoli lavoratori siano d’accordo, così il datore non viola lo Statuto dei lavoratori. Lo afferma la Corte di Cassazione (sentenza 22611) la quale fornisce un’interpretazione elastica dello Statuto dei Lavoratori che, con l’articolo 4, subordina la possibilità di usare sistemi audivisivi, finalizzati al controllo dell’attività dei lavoratori, all’esistenza di un accordo con le rappresentanze sindacali o, in mancanza di queste con la commissione interna.

 Di fatto ha assolto una imprenditrice alla quale era stata comminata  una multa di 1.200 euro  perchè in violazione dell’articolo 4 dello Statuto che vieta i controlli a distanza sui dipendenti «aveva fatto installare un sistema di videosorveglianza composto da quattro telecamere due delle quali inquadranti direttamente postazioni di lavoro fisse».

L’imprenditrice aveva chiesto l’assoluzione sostenendo di aver fatto firmare una liberatoria di consenso ai dipendenti e che l’azienda era tappezzata di cartelli che indicavano la presenza delle telecamere. Nel cancellare la condanna, la Cassazione ha spiegato che sebbene lo Statuto dei lavoratori prescriva l’accordo del sindacato per l’installazione del controllo a distanza, «non può essere ignorato il dato obiettivo che, in questo caso, era stato acquisito l’assenso di tutti i dipendenti attraverso la sottoscrizione da parte loro di un documento esplicito».

E bene precisare che la lettura dello Statuto dei lavoratori va fatta senza perdere di vista la finalità della legge che è quella di evitare un controllo subdolo da parte del datore di lavoro.

Se il rischio di un’intrusione illegittima si considera dunque scongiurato dall’accordo degli organismi di categoria, il consenso di tutti deve essere inteso, come una garanzia ancora maggiore. Nessun problema neppure sotto il profilo “psichico” dei lavoratori, consapevoli della presenza dei sistemi di controllo, non solo per averla approvata ma anche perché questa era segnalata da numerosi cartelli.

leggi anche

SICUREZZA E COMMERCIO “2.0”: ROMA CAPITALE E FEDERPREZIOSI CONFCOMMERCIO ROMA INSIEME PER TUTELA URBANA E BUSINESS ONLINE

Sgravi fiscali per la videosorveglianza e market place virtuali per l’oreficeria “made in Rome” Roma, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Powered by Rodolfo Bartucca