Roma, 27 Maggio 2026 – Nel solco della riflessione proposta dall’enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV, anche il settore orafo e gemmologico è oggi chiamato a confrontarsi con una trasformazione che non riguarda soltanto la tecnologia, ma il modo stesso di concepire conoscenza, professionalità e valore. L’intelligenza artificiale non rappresenta più un semplice strumento tecnico destinato ad automatizzare processi produttivi o gestionali, ma entra sempre più profondamente nei sistemi di analisi, classificazione e interpretazione dei dati, offrendo nuove prospettive anche in un ambito delicato e specialistico come quello gemmologico, dove precisione, affidabilità ed esperienza professionale costituiscono elementi essenziali. Nella moderna gestione della gioielleria, l’AI consente oggi di migliorare l’organizzazione del magazzino, l’analisi dei flussi commerciali, la sicurezza delle transazioni e persino la capacità di comprendere l’evoluzione del mercato e le esigenze della clientela. Tuttavia, è soprattutto nel settore delle analisi gemmologiche che l’intelligenza artificiale sta mostrando applicazioni di straordinario interesse. Sistemi avanzati di computer vision e machine learning permettono infatti di supportare il gemmologo nell’identificazione delle inclusioni, nel color grading di rubini e zaffiri, nel riconoscimento di trattamenti artificiali e nella distinzione tra pietre naturali e sintetiche, contribuendo ad aumentare uniformità, rapidità e accuratezza delle analisi. La tecnologia, però, non sostituisce la competenza umana. Al contrario, ne valorizza ulteriormente il ruolo. È infatti l’esperienza dell’uomo, dell’analista gemmologo, la sensibilità maturata attraverso anni di studio, osservazione e pratica professionale, a fare ancora la vera differenza anche nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’AI può fornire dati, supportare l’analisi e ridurre margini di errore, ma resta il professionista a interpretare correttamente i risultati, a contestualizzarli e ad assumersi la responsabilità tecnica e deontologica della valutazione finale. Di questi temi si è discusso ieri sera a Torino nel corso dell’incontro fortemente voluto dall’ Associazione Orafi Torinesi di Ascom Confcommercio e dal Presidente, Tony Dascoli, dal titolo “Color Grading and Inclusion Detection of Sapphire and Ruby using AI Computer Vision System”, che ha visto la partecipazione di Vincent Wong della Parolis Technologies Pte Ltd e della gemmologa Raffaella Navone che ha coordinato l’organizzazione dell’incontro. Nel corso della serata – con molti operatori presenti e altri collegati da remoto, tra cui gli associati del Collegio Italiano Gemmologi, Loredana Prosperi dell’Istituto Gemmologico Italiano, il Direttore di Federpreziosi, Steven Tranquilli e il Presidente di Federpreziosi Parma, Davide Bolzoni – sono stati presentati innovativi sistemi di analisi basati su intelligenza artificiale capaci di elaborare immagini ad altissima definizione delle pietre preziose, individuando inclusioni, variazioni cromatiche e caratteristiche interne spesso non immediatamente percepibili da occhio umano. Particolare interesse ha suscitato l’applicazione della computer vision nel color grading di rubini e zaffiri, settore nel quale l’uniformità di valutazione rappresenta da sempre una delle questioni più delicate per il mercato internazionale delle gemme. L’incontro ha inoltre evidenziato come l’AI possa diventare un importante supporto anche nella standardizzazione delle analisi gemmologiche, nella digitalizzazione degli archivi, nella comparazione dei database internazionali e nella lotta contro sofisticazioni e contraffazioni sempre più difficili da individuare con i soli strumenti tradizionali. Allo stesso tempo, è emersa, dalle parole di Raffaella Navone, la consapevolezza che nessuna tecnologia possa sostituire integralmente l’esperienza del professionista, la sua capacità interpretativa e quella sensibilità maturata attraverso anni di osservazione diretta delle pietre. Particolarmente apprezzato è stato proprio il confronto tra innovazione tecnologica e cultura gemmologica tradizionale, in un dialogo che ha mostrato come il futuro del settore non possa prescindere da un’integrazione equilibrata tra strumenti digitali avanzati e competenza umana. L’incontro torinese ha così rappresentato non soltanto un momento di aggiornamento tecnico, ma anche un’importante occasione di riflessione sul futuro della professione gemmologica e del comparto orafo internazionale, chiamati nei prossimi anni a confrontarsi con trasformazioni tecnologiche sempre più profonde e rapide.

