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n. 192/2023 |APPUNTI DEL GIORNO|

Quotazione dell’oro stamane sui mercati a 1995,52 dollari l’oncia pari a 59,61 euro al g.

Omaggi sì, ma seguendo le regole – In occasione delle festività, è consuetudine tra le imprese la distribuzione a titolo di omaggio di beni ai propri clienti, fornitori o dipendenti. A questi si applica un trattamento fiscale specifico ai fini IVA ed ai fini delle imposte dirette. Approfittiamo di questi nostri Appunti per illustrare in breve il corretto trattamento contabile e fiscale. A tal fine è opportuno operare le seguenti distinzioni:

  • la tipologia dei beni oggetto di omaggio, che possono essere beni acquisiti appositamente a tale scopo, ovvero rappresentare beni oggetto dell’attività di impresa;
  • le caratteristiche del soggetto ricevente, a seconda che sia dipendente, cliente o altro soggetto terzo rispetto all’impresa;
  • i costi sostenuti per l’acquisto di beni di valore unitario inferiore ad € 50,00 destinati ad essere ceduti gratuitamente, la cui produzione o il cui scambio non rientra nell’attività propria dell’impresa, sono integralmente deducibili dal reddito di impresa nel periodo di sostenimento. È bene ricordare che, per la determinazione del valore unitario dell’omaggio, bisogna considerare il regalo nel suo complesso e non i singoli beni che lo compongono (ad esempio: il cesto natalizio).

Sotto il profilo IVA, ai sensi dell’art.19-bis1, lett. h) del D.P.R. 633/1972 (Decreto IVA), gli omaggi di beni di valore imponibile inferiore ad € 50,00 beneficiano della piena detrazione dell’imposta, mentre quelli di valore superiore ad € 50,00 sono caratterizzati dalla totale indetraibilità dell’IVA.

In taluni casi, ad essere destinati ad omaggio sono i beni che costituiscono il “prodotto” dell’azienda. Dal punto di vista reddituale, tali beni acquistati o prodotti per la commercializzazione e successivamente destinati ad omaggio costituiscono spese di rappresentanza, con la conseguenza che andrà cambiata la loro classificazione contabile (qualora inizialmente contabilizzati quali cessioni “ordinarie”). Ai fini IVA, la cessione gratuita deve essere assoggettata ad imposta sulla base del prezzo di acquisto o, in mancanza, del prezzo di costo dei beni, determinato nel momento in cui si effettua la cessione gratuita. Per documentare l’operazione l’impresa può, alternativamente, scegliere di:

  1. emettere fattura con rivalsa dell’IVA;
  2. emettere fattura con esplicita rinuncia alla rivalsa dell’IVA (che, quindi, rimarrebbe a carico dell’impresa stessa);
  3. emettere autofattura (per ogni cessione o globale mensile) in unico esemplare, specificando che trattasi di autofattura per omaggi;
  4. annotare l’operazione su un apposito “registro degli omaggi”, sul quale indicare l’ammontare complessivo delle cessioni gratuite effettuate in ciascun giorno. Nel caso in cui i destinatari degli omaggi siano i dipendenti dell’impresa, ai fini delle imposte dirette il costo di acquisto di tali beni deve essere classificato nella voce “spese per prestazioni di lavoro dipendente”; pertanto, tali costi saranno interamente deducibili dalla base imponibile, a prescindere dal fatto che il bene omaggiato sia o meno oggetto di produzione e/o commercio da parte dell’impresa.

Ravvedimento operoso corrispettivi – Ricordiamo che entro il 15 dicembre 2023 è possibile il ravvedimento operoso speciale per le violazioni di omessa o infedele memorizzazione o trasmissione dei corrispettivi telematici commesse tra il 1° gennaio 2022 ed il 30 giugno 2023. Pertanto, i commercianti al minuto ed i soggetti assimilati possono ravvedersi anche quando hanno ricevuto un verbale o un processo verbale di contestazione entro il 31 ottobre 2023. In altri termini la semplice constatazione dei fatti contestati e quindi, ad esempio, l’evidenza di una mancata certificazione di un corrispettivo, non esclude il ricorso al ravvedimento operoso.

L’artigiano che reinventò il corallo – Nella Galleria Umberto I di Napoli, in Piazzetta Matilde Serao, il Museo Ascione dedica una mostra a uno dei capostipiti dell’arte del corallo, Giovanni Ascione. Curata dalla figlia Caterina Ascione e patrocinata dal FAI–Fondo per l’Ambiente Italiano/Delegazione Regionale della Campania, attraverso il recupero di schizzi, bozzetti, progetti, oggetti, l’esposizione offre una panoramica completa dell’opera di Giovanni Ascione dagli inizi della sua formazione, negli Anni Trenta, fino agli Anni Ottanta del XX secolo. Il percorso cronologico dell’allestimento mette in evidenza i cambiamenti di stile e le sperimentazioni, con i passaggi dal cammeo classico all’Art Deco, agli influssi futuristi e alle tendenze moderniste. Accanto al corallo, introdusse l’utilizzo di materiali come l’avorio, la tartaruga, le pietre dure, applicò nuove forme e insoliti accostamenti, novità che arricchiranno la produzione familiare di articoli raffinati e preziosi. La rassegna resterà aperta al pubblico fino al 15 gennaio 2024.

n. 192/2023 |APPUNTI DEL GIORNO| Lunedì 11 Dicembre 2023 – S. Damaso

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