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n.2/2022 |APPUNTI DEL GIORNO|

Buon inizio di settimana. Oggi nel suo editoriale sul Secolo XIX il Presidente Confederale Carlo Sangalli, nell’evidenziare quanto emerso dagli indicatori Confcommercio sul versante dei consumi, segnala per l’intero 2021 una crescita media dell’8,4%, che non consente il recupero delle perdite del 2020. Nel confronto con il 2019, la domanda è ancora inferiore del 7,7%. Per la filiera del turismo e del tempo libero, il deficit rispetto al 2019 è allarmante e resta superiore alla doppia cifra. Di conseguenza, i tempi di recupero dei livelli pre-pandemici si allungano e per molte imprese si aggrava il rischio chiusura. Restano in grande difficoltà – per fare solo qualche altro esempio – anche il settore dell’abbigliamento e quello dell’automotive.
Sempre secondo le stime Confcommercio, a gennaio per il Pil cresce la tendenza al rallentamento già emersa a dicembre. Nel confronto su base annua, la crescita si dovrebbe attestare al 4,4%: un dato in forte calo rispetto ai mesi precedenti. Sempre a gennaio si impenna, invece, l’inflazione: dell’1,5% su base mensile e del 4,7% su base annua. Rispetto a questo scenario decisamente allarmante, risultano quindi parziali, e dunque insufficienti, le risposte che vengono dal nuovo decreto per il sostegno alle imprese. Insufficienti perché gli interventi destinati alle imprese più colpite in questa nuova fase della pandemia – anzitutto le imprese del terziario – ammontano a circa 1 miliardo di euro. È un intervento che rende oggettivamente debole la capacità di contrastare gli impatti economici delle più recenti limitazioni alla mobilità ed alla socialità che si incrociano con l’impennata dei prezzi dell’energia. In un contesto economico così difficile ed incerto, è invece un errore che penalizza ulteriormente le imprese il mancato accoglimento della richiesta di un nuovo ciclo di “cassa Covid”.
Scatta, invece, il meccanismo oneroso del Fondo di integrazione salariale, sia pure scontato – per alcuni settori del terziario e fino alla conclusione del periodo emergenziale – del contributo di finanziamento previsto in caso di utilizzo. Una ragione in più per chiedere al ministro Franco ed al ministro Orlando l’urgente prosecuzione del confronto sulla sostenibilità contributiva da parte delle imprese del terziario della riforma degli ammortizzatori sociali disposta con l’ultima legge di bilancio. Anche sul versante del contrasto del “caro-energia” si registra una risposta dawero parziale. Certo, si procede alla riduzione degli oneri di sistema in favore delle PMI per il primo trimestre 2022, ma resta confermata la necessità di un piano d’azione strutturale.

Sprint o maratona sul fronte Quirinale. Nel pomeriggio di oggi si apre la partita, ma tutte le forze politiche sembrano ripetere che al Paese serve un Presidente della Repubblica di garanzia, capace di assicurare al meglio una forte presenza istituzionale. Ne consegue che il prossimo Presidente – uomo o donna, di destra o sinistra, tecnico o politico che sia – ha dinnanzi un compito politico particolarmente delicato: quello di favorire con ogni possibile mezzo legale, nelle vesti di arbitro-regista, il rispetto delle istituzioni repubblicane. Anche se è difficile prevedere quali saranno i punti più caldi dell’economia nei prossimi sette anni, non bisogna dimenticare che fino al 2026 l’Italia si troverà nel pieno della progettazione e dell’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la più grande agenda di investimenti pubblici sul territorio europeo dai tempi del Piano Marshall. È evidente che le competenze, in termini di pianificazione delle priorità, approvazione delle riforme, realizzazione degli interventi e valutazione dei risultati sono prerogativa del Governo o del Parlamento.

Sul fronte pandemia, secondo l’OMS la diffusione della variante Omicron potrebbe awicinare la fine della pandemia in Europa. Anche per questo la UE si prepara a raccomandare a tutti gli Stati membri di consentire gli spostamenti a chi è vaccinato e di chiedere i test solo a chi non è immunizzato (oggi l’Italia li impone a tutti, ma l’ordinanza scade il 31 gennaio). Nel frattempo, tuttavia, il Governo deve risolvere il guaio dei Green Pass rafforzati che scadranno per quasi 7 milioni di italiani tra marzo, aprile e maggio, benché siano stati puntuali nel ricevere la terza dose. «Stiamo cercando una soluzione» fanno sapere dal Governo. Sarà inevitabile una proroga per chi ha completato il ciclo vaccinale, booster compreso. Il Ministero della Salute ieri ha tenuto a precisare che «non si hanno conferme su eventuali novità a proposito delle ordinanze in scadenza». Ma la UE sta completando un documento che supera le ritrosie dell’Italia: secondo la raccomandazione in preparazione, possono viaggiare le persone con vaccinazione completa, guarite dalla malattia o in possesso di un test Covid negativo (ma valido solo 24 ore). In altri termini: non potranno essere costretti a nuovi test o quarantene i vaccinati.

n.2/2022 APPUNTI DEL GIORNO| 24 Gennaio 2022 – San Francesco di Sales

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