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DAL MINISTERO DELLA CULTURA: “MIRIAMO AD AUMENTARE IL FONDO PER LE IMPRESE CULTURALI E CREATIVE”. FEDERPREZIOSI ALLA RIUNIONE MINISTERI/IMPRESE

Stefano Andreis, Lucia Borgonzoni e Steven Tranquilli

Roma, 06 febbraio 2024 – Importante passo avanti nel percorso riguardante le imprese culturali e creative nell’ambito della Legge per la valorizzazione, promozione e tutela del Made in Italy (legge 206/2023) con l’odierna riunione di coordinamento dei rappresentanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome con gli operatori delle imprese culturali e creative. Obiettivo far emergere spunti utili nella fase di scrittura dei decreti che trasformeranno le nuove misure introdotte dalla legge sul Made in Italy in un quadro normativo dettagliato. Presenti anche il Presidente di Federpreziosi Confcommercio Stefano Andreis e il Direttore Steven Tranquilli.

In materia di imprese culturali e creative è chiaro che trenta milioni nel prossimo decennio sono pochi. Si tratta però di un risultato storico e di un primo passo fondamentale da compiere, non più rimandabile. Intendiamo in ogni caso lavorare per aumentare la cifra, sin dopo la partenza” ha dichiarato oggi a tale proposito in un’intervista il sottosegretario del Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni. In un Paese vocato alla cultura qual è il nostro, puntare sulle imprese culturali e creative – che conta 1,5 milioni di occupati e produce 95,6 miliardi di valore aggiunto nel nostro Paes, significa creare nuove e proficue occasioni di crescita dalla connessione tra cultura, economia e saper fare tipicamente italiano”.

Oltre all’introduzione della definizione di “impresa culturale e creativa”, la legge sul Made in Italy prevede, tra l’altro, che venga istituito un albo delle imprese culturali e creative di interesse nazionale, oltre ad un fondo annuale (tre milioni di euro l’anno fino al 2034) e al Piano nazionale strategico per la promozione e lo sviluppo delle imprese culturali e creative.

Per il Presidente Andreis “l’incontro di stamane è da considerarsi un’iniziativa lodevole che ci ha consentito di comprendere – grazie anche agli interventi dei rappresentanti delle associazioni presenti – quali possono essere le applicazioni della nuova normativa in materia per le imprese culturali e creative. Nel sistema Confcommercio Imprese per l’Italia, Federpreziosi rappresenta le gioiellerie italiane che operano nell’intero nostro Paese. È un microcosmo che ogni giorno mostra, attraverso 14.000 vetrine, il meglio del Made in Italy in cui creatività e cultura di prodotto si coniugano in una delle eccellenze  più apprezzate in Italia e nel mondo: i nostri gioielli. Basti pensare ai tanti turisti che attraverso queste vetrine ne apprezzano le qualità, le caratteristiche, lo stile, e che, dopo averli acquistati  tenderanno a richiederli ai  loro gioiellieri una volta rientrati in patria”. “Si tratta” aggiunge il Direttore Tranquilli “di una leva eccezionale per la nostra produzione e per un export che vale oltre 12.000 miliardi”. “Tuttavia,” tiene anche a sottolineare “come spesso accade c’è il rovescio della medaglia: il tema centrale rimane l’identificazione del prodotto attraverso un marchio del produttore nostrano che sia distinto da quello presente sui prodotti importati. Una priorità che trova riscontro nella richiesta della categoria orafa di disporre di un portale o di un registro dal quale poter ricavare i dati necessari per risalire all’origine del prodotto ovvero al produttore nei cui confronti – è opportuno ricordarlo – ai sensi della normativa vigente i gioiellieri possono intentare azione di rivalsa qualora l’oggetto posto sul mercato risulti sottotitolato o presenti altri difetti di conformità. Uno strumento indispensabile che oggi non abbiamo. Per risalire all’effettivo titolare del marchio dobbiamo sfogliare pile di gazzette ufficiali. Ecco questi sono i desiderata di un settore in grado di dare impulso al nostro saper fare”.

Al sottosegretario Lucia Borgonzoni va l’apprezzamento e il ringraziamento di Federpreziosi tutta per questo primo passo verso la promulgazione di decreti attuativi.

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