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LA VOCE DI FEDERPREZIOSI AL SUMMIT DI AREZZO

Arezzo, 05 dicembre 2022 – II Summit della Gioielleria Italiana: un confronto sulle dinamiche della filiera e del mercato e per delinearne gli scenari di sviluppo. L’appuntamento aretino dello scorso 2 dicembre, giunto alla seconda edizione, a cui hanno preso parte tutti i player del settore con la regia di Italian Exhibition Group, della C.C.I.A.A. Arezzo Siena e di Arezzo Fiere, ha avuto all’ordine del giorno: visione sul futuro, innovazione produttiva e di filiera, export, formazione, contesto geopolitico e sostenibilità.

Il Summit del gioiello è un evento fondamentale per il bene del settore – dichiara Stefano Andreis, Vicepresidente Federpreziosi Nazionale – capace di creare una sinergia per affrontare il mercato in modo più costruttivo, mettendo insieme tutti gli attori della filiera”.

Per Mario Bartucca, Vicepresidente Vicario di Federpreziosi Nazionale: “Il Summit è un crogiuolo di idee finalizzato alla crescita dell’intero comparto e va dato atto agli organizzatori di aver riunito tutti gli attori della filiera in un unico contesto”.

Nell’ambito dell’intervento di Federpreziosi, Pierluigi Ascani, Presidente di Format Research, ha presentato un’analisi del tessuto e dell’andamento delle gioiellerie. Una vera e propria fotografia, funzionale alla rilevazione dei numeri del settore in Italia – 13.296 punti vendita prevalentemente microimprese, il 97,2%, per un totale di oltre 33.000 addetti, di cui il 39,7% concentrati tra Campania, Lombardia e Lazio. A livello globale, il 55,2% imprese sono individuali ed il 25% società di persone.  Nel 2017 le gioiellerie erano 17.243. La ricerca ha analizzato i principali indicatori di trend sull’andamento dell’attività economica. La ricerca ha, inoltre, evidenziato i numeri del commercio online delle gioiellerie italiane, pari a 790 milioni di euro. È emerso, altresì, come negli ultimi anni nel mese di dicembre il ricorso al web per effettuare acquisti di preziosi è in costante crescita. Gli utenti online, tuttavia, ricercano principalmente il prodotto, quindi la parola «Gioielli» e in misura minore la parola «Gioielleria». Tra i social ritenuti più efficaci per l’e-commerce, Facebook (26%) ha registrato una caduta  in classifica, superata da Instagram (37%) e WhatsApp Business (27%), che richiede una conoscenza specifica per essere utilizzato; una conoscenza  diversa dagli altri social media per cui si crea una forte dicotomia tra chi lo trova efficace e chi no. A seguire, YouTube (8%), LinkedIn (7%), Pinterest (5%), Twitter (3%) e WeChat (2%).

Dati commentati da Stefano Andreis, Mario Bartucca e Mario Didone.

Per Andreis: “L’approccio del cliente in gioielleria è cambiato; un approccio consapevole che ci spinge a focalizzare la nostra attività di natura associativa sulla formazione a tutto tondo per anticipare, per quanto possibile, il futuro prossimo”. Di particolare rilievo l’appello rivolto alle Istituzioni teso a ricercare una soluzione “per limitare l’impatto dell’aliquota sui premi assicurati che le nostre attività versano per tutelare i propri magazzini. Un’aliquota complessiva che in Italia ha raggiunto il 26,2%, percentuale risultante dall’applicazione dell’imposta sulle assicurazioni – con livello medio dell’aliquota pari al 15,7% – e degli oneri parafiscali (10,5%)”. “Un vero e proprio macigno”, afferma, “per le nostre imprese”.

Mario Didone, amministratore e Jewellery Manager della storica azienda romana Hausmann, ha voluto rendere partecipe la platea sul recentissimo approccio nel metaverso, evidenziando come “tradizione e innovazione possono coesistere facendo “vivere” al cliente un’ulteriore customer experience”. “Il metaverso apre al settore scenari che fino a qualche anno fa parevano esclusivo oggetto di film di fantasia o addirittura di fantascienza. Invece, il futuro è presente e spinge agli estremi il trend dell’esperienza. Oggi il vero “benefit” per le nostre attività”.

Secondo Mario Bartuccail futuro delle gioiellerie non può prescindere da uno sguardo al passato, per coglierne il meglio, senza rimpianti, ponendo il nostro cliente al centro, riuscendo a conquistare testa e cuore con il nostro storytelling semplificato e accessibile, oltre gli slogan, con l’ausilio di campagne di comunicazione istituzionali”.

A seguire l’intervento del Presidente di Federpreziosi Roma, Pierpaolo Donati e di Romana Andò – Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento SARAS, Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza, Università di Roma – che dirigerà il master “Gioiello. Forme e culture”. Il talk, moderato da Steven Tranquilli, direttore Federpreziosi Nazionale, ha evidenziato come il mestiere di orafo-gioielliere si estrinseca non solo negli oggetti che nascono da un sapiente connubio di creatività e manualità, ma anche nel valore che esso rappresenta per mantenere vivo e solido il rapporto con la comunità e con il territorio, sia dal punto di vista culturale che economico.

Da queste considerazioni nasce la consapevolezza da parte di una squadra composta da una pluralità di giocatori – gli operatori orafi di Roma e provincia tutti estremamente motivati – a puntare dritto verso la meta per poi proseguire la propria corsa. Obiettivo dichiarato: creare tra i giovani una nuova generazione di operatori, di artigiani – o, se volete, di maestranze – in grado di coniugare creatività, competenze, cultura di prodotto con l’innovazione.

Come fare per riuscire nell’intento?

Stringere alleanze con i vertici formativi capitolini. Così nasce l’accordo di collaborazione tra Federpreziosi Confcommercio Roma e l’Università La Sapienza di Roma – accordo che ha dato vita al master “Gioiello. Forme e culture” che prenderà il via il 3 febbraio prossimo.

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