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n. 87/2022 |APPUNTI DEL GIORNO|

Si diceva una volta…e si dice ancora – In Federpreziosi, abbiamo una nutrita biblioteca in cui sono gelosamente custodite anche riviste orafe pubblicate dai primi anni del dopoguerra ad oggi. A volte, per scelta o per necessità, capita di tuffarsi letteralmente tra le pagine di questi veri e propri cimeli storici stampati con i caratteri a piombo frutto di una sapiente quanto romantica arte: quella tipografica. E così capita di fare qualche stimolante scoperta. Proprio ieri tra gli articoli apparsi sul numero del marzo 1960 de L’Araldo Orafo – indimenticata rivista dell’Associazione Regionale Romana Orafi -ho sorriso leggendo un articolo dal titolo “…Che cosa si fa per la ‘promozione’ delle vendite? “Pasqua è alle porte, la stagione delle prime comunioni pure e nella vicina Francia — ad esempio si coglie l’occasione per favorire l’intensificazione delle vendite da noi non si muove un dito per stimolare agli acquisti una clientela potenziale che ha dei soldi da spendere, e li spenderebbe forse, se i nostri negozianti — orologiai e orefici — conoscessero un po’ più della moderna tecnica delle vendite e sapessero come si fa ad allettare il compratore, e rammentargli che un orologio è sempre il regalo più gradito e l’oggetto in oro un investimento tutt’altro che disprezzabile. …In Francia la pubblicità permanente di settore costituita dalla cosiddetta Propagande or, da qualche anno in funzione e sostenuta dai contributi per i quali si sono volontariamente tassati fabbricanti e dettaglianti orafi che hanno lanciato uno slogan particolarmente indovinato alludente, oltre che alla stabilità del valore dell’oggetto, alle sue possibilità di sostituzione e di integrazione. I risultati di questa campagna si sono rivelati soddisfacenti; la stampa di categoria pubblica le statistiche delle vendite in peso di metallo prezioso consumato, il cui diagramma si rivela in continua ascesa. Un singolo negoziante che tentasse da solo una simile via rischierebbe di rimetterci le penne: come potrebbe egli pagare le spese di una pubblicità che è così costosa? Ma questa, fatta a spese collettive e con tutta la nazione come mercato di vendita, graverebbe in maniera sopportabile sul singolo ed apporterebbe vantaggi sul piano generale. Ci pare che questo compito potrebbe gravare sulle associazioni regionali; ad essa spetterebbe prenderne l’iniziativa e radunare i fondi in determinate occasioni che dovrebbero essere devoluti alla pubblicità non del tale o tal altro negozio, ma alla merce, all’oggetto d’oro, all’orologio come regalo dei più graditi perché vi sono molte migliaia d’italiani che desidererebbero entrarne in possesso, dal ciondolo d’oro, ai bottoni da polso, al bracciale, a tutti quegli oggetti insomma che sono così ambiti dal pubblico femminile. Ma anche questa Pasqua sarà passata nel più completo immobilismo; torneremo a parlare di pubblicità collettiva verso Natale; volendo però fare le cose sul serio non sarebbe secondo noi prematuro sollevare l’argomento prima, ben prima delle vacanze estive. Si dovrà farlo? Intanto sentiremo ancora una volta l’amico negoziante che ci dirà: Per Pasqua s’è lavorato poco! Fino a quando??”. A.B. Lascio a voi il perché del mio sorriso iniziale, pregandovi di tenere presente che dalla stesura dell’articolo sono trascorse 62 primavere…

Corrono le lancette svizzere – Crescono a marzo le esportazioni degli orologi svizzeri: +11,8% rispetto allo scorso anno. Un risultato decisamente incoraggiante per l’industria elvetica che già nel marzo 2021 aveva fatto segnare +37,4% su un 2020 penalizzato dalla pandemia. Lo dichiara nel suo rilevamento mensile la Fédération de l’Industrie Suisse FH. Ottima la crescita dei mercati del Regno Unito (+54,9%), della Germania (+43%), degli Stati Uniti (+31,8%), del Giappone (+23,5%) e della Francia (+21,1%). L’Italia, nonostante la crescita del 17,8%, risulta il decimo mercato di riferimento. Frena la Cina (-27,6%), che si mantiene secondo mercato dopo gli USA per le lancette svizzere. Per fasce di prezzo gli orologi con un prezzo inferiore a 200 franchi e quelli compresi tra 500 e 3.000 franchi sono rimasti a un livello sostanzialmente simile a quello di marzo 2021, mentre i segnatempo compresi nella forbice tra i 200 ed i 500 franchi hanno subito una forte contrazione. Allo stesso tempo, gli orologi della fascia alta del mercato, vale a dire oltre i 3.000 franchi, sono cresciuti notevolmente.
DomusAurea per Heritage Bulgari – martedì 24 maggio appuntamento in Via dei Condotti 10 alle ore 16 con il Touring Club Italiano e l’Associazione Bell’Italia 88 per una visita guidata, a cura della Dott.ssa Maria Clara Bartocci, al nuovo spazio museale DomusAurea creato al primo piano della boutique Bulgari di via Condotti dedicato alla tradizione dell’oreficeria romana e ai 130 anni di storia della maison. Prenotazione obbligatoria. https://www.bulgari.com/it-it/the-heritage-domvs.html

A New York 50 eccellenze orafe italiane – ICE Agenzia presenta il progetto “The Italian Jewelry Manifesto”, un workshop di tre giorni — dal 18 al 20 maggio – che si terrà a New York, nella sede della piattaforma multicanale Piazza Italia rivolta alle eccellenze italiane: oltre 50 aziende del comparto orafo-gioielliero del nostro Paese presenti in rappresentanza dei principali valori che fanno da traino al Made in Italy, da sempre sinonimo di eccellenza design, sostenibilità, innovazione e tecnologia.

n. 87/2022 |APPUNTI DEL GIORNO| Venerdì 13 Maggio 2022 — S. Domenica

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